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Congresso Mondiale di Esperanto

Se pensiamo ad un congresso con oltre duemila partecipanti di una cinquantina di Paesi diversi, con una quarantina di diverse lingue, immaginiamo che vi sia un imponente apparato di traduzione e di interpretariato: cabine per interpreti da una lingua all’altra, cuffie d’ascolto,etc. Oppure pensiamo che il congresso si svolga con l'uso di una sola lingua nazionale, per esempio l’inglese, eventualmente insieme alla lingua del Paese dove il congresso ha luogo,come di frequente accade. In questo caso ci saranno pure cuffie d’ascolto e cabine di interpreti, seppure in numero minore. Noteremo però che gli interventi di persone di lingua inglese, o di lingua affine all’inglese, saranno in numero nettamente superiore, e anche di maggiore impegno, rispetto a quelli di persone di altra provenienza linguistica, le quali, anche se comprenderanno la lingua congressuale, si sentiranno molto meno sicure ell’esprimersi e perciò si limiteranno negli interventi. Per contro, negli intervalli delle sedute, ai bar, ai ristoranti, si formeranno gruppetti di congressisti che chiacchiereranno fra loro, ma formati per lo più da persone della stessa madrelingua: italiani con italiani, tedeschi con tedeschi e austriaci, francesi con francesi, etc. Questa è esperienza corrente.

Il congresso, che si svolge a Firenze (dal 29 luglio al 5 agosto 2006), è un raduno internazionale con caratteristiche nettamente diverse. Ci saranno da duemila a tremila persone, di molte nazionalità e di molte lingue, che però useranno una sola lingua comune, che non sarà "straniera" per nessuno di loro. Per tutti sarà una lingua "seconda", appresa accanto alla lingua nazionale, e sentita come propria. Gli interventi non incontreranno ostacoli di natura linguistica. Per ciascuno la padronanza della lingua comune non dipenderà dal luogo di nascita, ma dall'impegno che avrà messo nell'impadronirsene e nell'esercitarsi ad usarla.
Questo congresso è il 91° Congresso Mondiale di Esperanto.

I Congressi Mondiali di Esperanto (Universalaj Kongresoj de Esperanto) sono i maggiori incontri mondiali fra coloro che parlano e usano la lingua internazionale Esperanto. Il primo di questi congressi ebbe luogo in Francia a Boulogne-sur-Mer nel 1905 e fu la prova che la lingua proposta dal Dr. Lazzaro Ludovico Zamenhof, nel 1887 con un libretto pubblicato a Varsavia, come lingua per la pace e per la collaborazione fra i popoli, effettivamente funziona. L’autore firmò la pubblicazione con lo pseudonimo Doktoro Esperanto (Dottor Speranzoso) e dallo pseudonimo la sua lingvo internacia prese poi il nome di "Esperanto".
L’Esperanto trae le sue radici lessicali, le parole, dalle principali lingue europee, specialmente da quelle del gruppo neolatino e del gruppo germanico, con qualche elemento slavo, e dal latino.


Il materiale linguistico è organizzato da una grammatica semplice e razionale e da un sistema di derivazione delle parole che riduce fortemente il numero delle radici da memorizzare. Una persona di media cultura, che voglia imparare l'Esperanto, lo può fare dedicandovi due o tre mesi di studio, anche da autodidatta. Lo studio dell’Esperanto come prima lingua straniera per i giovani si è mostrato un ottimo sistema propedeutico al successivo studio di altre lingue europee. La diffusione dell’Esperanto è avvenuta finora sempre sulla base dell'iniziativa e dell'idealismo individuale. Per una diffusione di massa sarebbe indubbiamente necessario l'intervento di un potere politico interessato a tale diffusione.

Questo potere politico potrebbe essere un Governo Federale europeo, se un giorno ve ne sarà uno, che avrà interesse a rafforzare la coesione dell’Unione anche con un mezzo linguistico, evitando l’egemonia di una lingua nazionale sulle altre e garantendo a tutte le lingue pari diritti. Il Congresso Mondiale di Firenze dura una settimana ed in esso sono trattati argomenti diversi: politici, linguistici, artistici, culturali, con varie conferenze anche a livello universitario. Vengono presentati spettacoli teatrali, musicali, folcloristici. Sono effettuate visite organizzate ai luoghi d’arte di Firenze e alle altre città toscane.

Durante il congresso i partecipanti si raggruppano ai tavoli dei caffé e dei ristoranti non in base all'appartenenza nazionale e linguistica, ma in base ad affinità di interessi, a conoscenze già intrecciate in precedenza per corrispondenza o in occasione di altri incontri.
C’è anche un infana kongreseto (piccolo congresso dei bambini), a Prato, dove bambini di varie età, aventi una certa conoscenza dell’Esperanto, vivono e giocano insieme. Non mancano, infine, attività organizzate dai giovani per i giovani.