Tutto cambia.. dalla radio a Galena ad internet..
Chi
l'avrebbe immaginato in un lasso di tempo cosi breve un radicale
cambiamento almeno per chi all'epoca si costruiva le proprie
apparecchiature radio. Non è il mio caso perchè non sono mai
stato un tecnico in materia, ma dall'ascolto con una radio a
galena ad oggi mi sento di poter dire che il salto e quantomeno
fantascientifico, avveniristico tutto ciò che giorno dopo giorno
avviene in tutti i settori e non solo nel campo delle
radiocomunicazioni. Qui sarebbe necessario un volume intero per
descrivere le varie opinioni circa l'abbandono o
l'allontanamento o altre cose del genere, dalla radio a causa
delle nuove tecnologie. Penso che non sia così allarmistica la
questione. Non dimentichiamoci che il progresso è avvenuto anche
grazie al radiantismo per ciò che concerne le comunicazioni. Una
passione radicata come la radio, sia dell'epoca passata che
quella attuale, rimane sempre, non cambia mai. Accendere un
ricetrans autocostruito o " prefabbricato " il fine e sempre lo
stesso....comunicare , ascoltare, sperimentare! Poi dopo
casomai, modificare, controllare, saldare....autocostruire....per
chi è capace, continuerà a farlo tranquillamente. Quindi diamo
spazio a ciò che l'uomo, sino ad oggi è stato capace di
inventare. La questione monopolistica di tutte le invenzione è
un'altro discorso.
Credete veramente che nel terzo millennio non vi sia qualcuno
che ascolti ancora con una radio a galena? Meditate gente! Le
nuove generazioni se spronate ed illuminate faranno la loro
parte per il prossimo futuro.
C'è addirittura chi ancora oggi propone schemi di ricevitori a
galena ed anche il ricevitore con una lametta
da barba e una matita. Non ci credete?
Una stazione radio con una lametta e una matita
di Master
Assurdo? No invece è possibilissimo.
Qualcuno (di età maggiore ai 40 anni) si ricorderà sicuramente
le radio a galena fatte da piccolo..la galena era un piccolo
cristallo che fungeva da diodo ed in effetti per costruire una
piccola radio non era necessario possedere altro se non un bel
po' di filo da elettricisti e tanta fantasia. :)
Questa radio sfrutta pressappoco lo stesso principio basandosi
sulla constatazione del fatto che una lametta da barba offre una
superficie anodizzata con un buon potere separatore delle
cariche.. paragonabile anche questa ad un diodo quindi.
Materiale occorrente:
diversi metri di filo di rame smaltato: diametro almeno 2mm
(quello interno ai cavi coassiali per le antenne va benissimo..
anzi..ci vorrebbe proprio quello.)
un rotolo di carta scottex.. non serve proprio tutto il rotolo
ma solo il sostegno interno.. quel rotolo di cartone cioè di
circa 5cm diametro che regge i fogli esterni e permette
l'inserimento dei rotoli da cucina nei vari dispensatori.
una lametta da barba.. vanno bene le lamette più economiche. Se
non trovate una lametta doppia è sufficiente levare la metà di
una lametta utile dall'interno di un lamarasoio bic o
equivalente.
una cuffia o un auricolare di quelli comunissimi con una
resistenza interna di circa 2000 ohm.
un lapis da rompere o in alternativa una mina da 0.5mm (solo la
punta di grafite)
Questo è lo schema: clicca
sulla foto x ingrandire

Le spire del rocchetto sono fatte con lo stesso filo di rame
smaltato per antenna e per la messa a terra.
Si faranno 150 spire di filo di rame e il cavo di terra si
attaccherà circa a metà con un morsetto a coccodrillo sbucciando
leggermente la copertura smaltata. [lo stesso morsetto lo si
potra' attaccare una, due, tre, N spire dopo per variare
grossolanamente la frequenza di ricezione della radio]
La punta di grafite della mina o del lapis si attaccherà ad una
molla fatta con 4/5 spire di filo smaltato (il diametro della
molla non è importante).. la punta dovrà fare ben contatto con
la lametta e muovendola su quest'ultima si avrà la sintona fine
per la ricerca delle stazioni. [ci vuole un po' di allenamento
:) ]
Le uniche note dolenti sono la messa a terra e l'antenna.
La messa a terra si farà collegando il filo ad una presa di
terra se presente oppure legando l'estremità del cavo senza
smalto ad un rubinetto o ad un termosifone. All'aperto si dovrà
piantare in terra un paletto di metallo o del filo di ferro
robusto per circa un metro (meglio due) e quindi legare il filo
di terra sulla sommità di questo.
L'antenna è il punto critico del progetto.. la lunghezza del
filo esprimerà anche il quantitaivo di elettroni captati e
quindi la potenza, in termini di -possibilità- di ascolto, di
una stazione emittente.
In casa potremmo alzare il cavo per circa 20/30 metri fino ad
arrivare al tetto.. magari sfruttando l'impianto di antenna già
preesistente. All'aperto sarà necessario far arrivare l'antenna
sulla sommità di un albero.
Un sistema per tirare l'antenna su un albero all'aperto può
essere questo: si lega un sasso a del filo di seta per ricami
(resistentissimo) si lancia il sasso facendogli attraversare la
sommità dell'albero. Si lega l'estremità del filo di seta
rimasta in mano al cavo dell'antenna. Si va dall'altra parte
dell'albero recuperando il sasso e si tira il filo di seta
facendo sì che la nostra antenna di fortuna arrivi alla sommità
dell'albero..o quasi.
Fatto questo la nostra radio è finita e non ci resterà che
passare all'ascolto.
In caso udiate con questa radio messaggi in stile badogliano
oppure le beethoveniane note iniziali di radio Londra (bo bo bo
booom = V in codide Morse .. come V(ittoria) ) non cominciate a
preoccuparvi..è normale. :))