Sia ben
chiaro che quanto esporrò è il solo frutto della mia
modestissima esperienza, senza in alcun modo erigermi a maestro,
scusandomi sin da ora per eventuali inesattezze in esse
contenute. Passando svogliatamente davanti ad un negozio di
modellismo che espone modelli navali in legno, chi di voi non si
sia soffermato almeno per una volta ad ammirare con un certo
fascino la bellezza e la grazia delle forme di un modello di
nave a vela. Certo che il desiderio di poter costruire con le
proprie mani un simile modello e perlomeno giustificato, ma un
senso di critico timore ad affrontare un tale lavoro ci fa
proseguire per il nostro cammino. Ed è proprio per questo motivo
che voglio sintetizzare le varie fasi attraverso le quali si
giunge alla realizzazione di un modello navale in legno, con
l’indicazione in generale degli elementi di base e dei “ trucchi
del mestiere “, la cui conoscenza è fondamentale per il
raggiungimento del quale vorremmo realizzare.
Le dimensioni del modello.
È consigliabile che la prima volta le dimensioni del modello e
non solo, siano ridotte. Per evidenti e chiari motivi. (vi
garantisco di aver fatto questa negativa esperienza peccando di
presunzione ma di aver imparato quel minimo indispensabile al
proseguimento di questo bellissimo hobby).
Più grande è il modello, maggiore sono le difficoltà di
riproduzione dei particolari, da affrontare e superare. Le
dimensioni con scala 1: 100 è l’ideale Con questa espressione
significa che ciò che nella realtà è 100, nel modello
rappresenta la centesima parte. Ad esempio, la lunghezza di 1
metro (100cm.) reale corrisponde nella riduzione in scala 1: 100
a 1 cm. Tale riduzione, consente di annullare un numero notevole
di particolari, che nel modello avrebbero dimensioni
ridottissime quindi impossibile poterle riprodurre. Senza
togliere alla fine, nulla della bellezza del modello.
Nella scelta del modello si faccia attenzione alla forma della
poppa ( la parte posteriore della nave).
Verificate che questa sia a forma quadrata, cioè piatta e non
“tondeggiante”. Al momento dell’applicazione del fasciame,
presenta in questo secondo caso delle numerose difficoltà dovute
alla particolare “ curvatura “ che deve assumere la parte
poppiera.
Scelto finalmente il modello, non lasciatevi tentare dalla
frenesia di iniziare la sua costruzione. Non c’è modo migliore
per rovinare fin da l’inizio un lavoro e ritrovarselo alla fine
con un aspetto poco piacevole. Esaminate con cura e con la
massima attenzione i disegni, avrete così una idea chiara e
precisa del lavoro da intraprendere.
LA FRETTA E’ IL PEGGIOR NEMICO DEL MODELLISTA
L’ordine e la sistemazione degli attrezzi, le varie parti del
modello e tutto ciò che dovrà servire al momento necessario, è
un fattore importante. Createvi in un angolino il vostro “tavolo
da lavoro” tenendo il tutto lontano da mani pericolose. Riponete
con cura gli attrezzi al proprio posto alla fine del lavoro.
Ritrovarsi, quando riprenderete, con un tavolo di lavoro pieno
di utensili, pezzi di modello, chiodi e viti, sparsi e in modo
confuso non vi stimolerà certo per una ripresa piacevole del
modello.
Una importantissima considerazione è riservata alla pulizia. La
polvere è il peggiore nemico del modellista. Il modello sin
dalle prime fasi di costruzione, che a lavoro ultimato va tenuto
protetto.
Impiegate una plastica sottile, dove successivamente sostituirla
con una bacheca che voi stessi potreste costruire. Ricordate che
la polvere una volta impregnatasi sulle varie parti del modello,
difficilmente potrà essere asportata.
GLI ATTREZZI
Anche nel modellismo sono necessari adeguati attrezzi. Si
possono acquistare nei negozi di modellismo e anche in negozi di
ferramenta. Il che li rende facilmente reperibili. Inizialmente
questi pochi e indispensabili “ferri del mestiere” sono più che
sufficienti e ad un costo modestissimo. (foto 1). Anche se oggi
il progresso tecnico ha raggiunto questo settore con attrezzi
sempre più sofisticati (torni-frese-trapani ecc.) il cui uso è
spesso difficile e complicato. Fatta la vostra scelta, sia solo
con il disegno o la scatola di montaggio (sin dall’inizio ho
preferito iniziare con i soli disegni costruttivi, quindi di
seguito farò riferimento esclusivamente solo ad essi) aprite le
tavole dei disegni, solitamente, a seconda della Casa di
produzione, dovrebbero essere non meno di 10 tavole a volte
anche 15 o 20 a seconda anche del tipo di modello.
Osservate la prima tavola, dove di solito sono riportate tutte
le ordinate e la chiglia con relativa rappresentazione del
montaggio misure dello spessore e del tipo di legno da
utilizzare.(foto 2)
Poiché il nostro modello, a rivestimento ultimato, non
consentirà di intravedere gli “interni” è chiaro che, per
comodità di costruzione si preferisce costruire la chiglia e le
ordinate in un unico pezzo, poiché
in realtà la loro costruzione era diversa. ( foto 3 ). ( nella
foto in basso a sinistra, modello in scala di un cantiere per la
costruzione di un brigantino) Opera eccezionale di Marcello
Badoni.
Dopo aver attentamente preso visione della prima tavola, non ci
resta che iniziare il ritaglio della chiglia prima e delle
ordinate poi. Prima però bisognerà ricalcare il tutto sulla
tavoletta in legno.
Le soluzioni possono essere due: ricopiare con carta carbone
facendo ben risaltare le linee, oppure fare delle fotocopie
della chiglia e delle ordinate ed incollarle sulla tavoletta di
legno (ho sempre preferito questo metodo). Avrete con questo
ultimo sistema due vantaggi. Vi ritroverete con il disegno
originale sempre nuovo e pulito (potrà esservi utile in
seguito)ed avrete la certezza di effettuare il taglio su delle
linee perfettamente identiche al disegno originale. Effettuate
il taglio sempre un po’ al di fuori delle linee, in seguito
saranno livellate con carta vetro senza in alcun modo farle
scomparire. Eseguite il taglio sempre in verticale con il vostro
archetto da traforo usando lame adeguate al tipo di legno e di
spessore.
