Marconi
cercò di commercializzare l'invenzione, intuendo che
occorressero grandi capitali per proseguire negli
esperimenti. Si rivolse al ministero delle Poste e
Telegrafi, dal quale non ottenne risposta[3]. Il 12 febbraio
del 1896 si recò con la madre in Inghilterra. Il 5 marzo
presentò a Londra la prima richiesta provvisoria di
brevetto, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella
telegrafia e relativi apparati".
Il 19 marzo ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma
dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello
stesso anno, Marconi depositò all'Ufficio Brevetti di Londra
una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza
fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella
trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli
apparecchi relativi". Nel farlo rinunciò a tre mesi di
priorità sull'invenzione.
Durante gli anni vi sono state molte dispute, sia teoriche
nell'ambito dei fisici, sia in campo legale, per stabilire
chi debba essere effettivamente considerato il primo
inventore della radio, ma ancora oggi la questione è
controversa e spesso si lascia influenzare da considerazioni
politiche di schieramento o da nazionalismi.
Di certo, Guglielmo Marconi può essere considerato il primo
di tanti scienziati che sono dovuti uscire dall'Italia per
poter mettere a frutto le proprie scoperte.
Ascolta la voce di G. Marconi
