Anche per Gino è arrivato il suo
momento. Ha comprato il telescopio. Gino si è inserito nel
gruppo da un paio d’anni. Andato in pensione piuttosto giovane
si è avvicinato all’astronomia amatoriale per avere un’attività
che lo costringa a muoversi da casa. La passione, forse, è
arrivata in seguito.
Non si può certamente definire un uomo in gamba. Agli
appuntamenti arriva sempre con un quarto d’ora di ritardo
dicendo: “Scusate ho trovato coda”, oppure “Un gravissimo
incidente”, o anche “Ho forato la gomma”, “Mia moglie non stava
bene”, ed a volte “Avevo visite” e “La macchina non partiva” e
tante altre motivazioni ogni volta diverse. Ciononostante si è
inserito nel gruppo in un modo stupendo.
Anche gli astrofili della migliore specie hanno bisogno di un
capro espiatorio.Gino è il personaggio ideale. Gli vengono
addebitate colpe di ogni genere. È colpevole di tutto ciò che
non va per il verso giusto. Raggiunto il posto di osservazione
arrivano le nuvole? “Gino, perché non sei stato a casa”?E così
per il vento, l’umidità, il freddo, oggetti che non funzionano
ecc. Lui, con un mesto sorriso, allarga le braccia.
Nonostante tutti sappiano che Gino non è minimamente
responsabile delle loro disavventure, lui si sente importante,
ed a volte provoca le “scenate” del gruppo per il piacere di
sentirsi al centro dell’attenzione. Grandi discussioni, invece,
sono nate quando ha confessato di credere al fato. Era stato
minacciato di essere espulso dal gruppo con nota di demerito.
Niente, era irremovibile. Portava avanti le sue teorie meglio
dei maghi della peggior risma.
Alcuni ritengono che si era unito al gruppo per approfondire le
sue conoscenze di astrologia. Secondo altre voci sembra che sia
un assiduo frequentatore dello “studio” della maga Cassandra.
Non si riesce a farlo ragionare. Grazie a non so quale strano
incrocio tra pianeti, segni, ed influssi, il suo oroscopo gli ha
predetto che è giunto il momento di fare una spesa importante:
“Per tutta la vita”. Ha scartato perciò la possibilità di
comprare uno strumento usato, da lui ritenuto inaffidabile. Tra
le “consulenze” della maga e l’acquisto, ha dilapidato una
fortuna.
È giunto il momento della “prima luce”. Cioè, dalla finestra di
casa ha già fatto alcune prove di giorno, per la notte, un
lampione stradale, che si trova a tre metri di distanza, non
concede alcuna speranza. Dietro consiglio di tutti, ha imparato
a dovere le manovre per il montaggio e lo smontaggio del
telescopio. Tutti d’accordo, questa sera provano anche il
telescopio di Gino.
Per la prima volta arriva all’appuntamento in orario e
raggiungono il posto di osservazione. Il cielo è stupendo.
Scende dalla macchina e comincia ad armeggiare per la
preparazione. Apre il bagagliaio, prende un vecchio piumino da
spolvero e pulisce con cura il tetto della vettura. Estrae da
una borsa un asciugamano che profuma di lavanda, lo stende sul
tetto e vi posa sopra il tubo ottico.
A questo punto gli altri hanno già montato tutti gli strumenti,
si avvicinano per assistere ed assisterlo nell’impresa. La sua
abilità manuale è paragonabile a quella di un orso con
difficoltà motorie.
“Devo riuscire da solo” dice, senza fare i conti con la precaria
illuminazione. Il cavalletto è piazzato su una ampia radura
erbosa. Improvvisamente il dramma: è caduta una vite! Subito una
decina di scarpe prendono a calpestare l’erba nella zona attorno
al treppiede, rendendo la ricerca molto più difficoltosa.
Qualcuno chiede:”Che colore è”? La sua voce si fa sentire molto
fievolmente: ”Era nera”. In cuor suo è già data per dispersa.
Resta una cosa incomprensibile il motivo per cui tanti
costruttori di telescopi vernicino in nero parti e strumenti che
dovrebbero essere chiaramente visibili anche al buio.
Dopo che un paio di pile hanno terminato tutta l’energia a
propria disposizione, un urlo: “Eccola!”. La vite passa di mano
in mano sino ad arrivare a Giacomo, il più dotato di abilità
manuale. Un blando tentativo di Gino per averla cade nel vuoto.
Giacomo prende i comandi. Pochi minuti e lo strumento è
perfettamente montato. Un esame accurato. Tutti provano lo
strumento e, a parte qualche battuta maligna, la conclusione è
inequivocabile: ha un telescopio che funziona magnificamente.
È una serata veramente speciale, l’assenza totale di turbolenza
ed il cielo pulito dalla pioggia dei giorni scorsi, permettono
di eseguire ogni tipo di prova superando le più rosee
previsioni. Gino è gongolante, la paura del giudizio degli amici
si è trasformata in un entusiasmo mai dimostrato. Ormai, forte
delle capacità del proprio strumento, si azzarda anche in
giudizi negativi sui telescopi dei compagni, generando l’ilarità
di tutti.
La stupenda serata passa allegramente con un affiatamento che
solo un cielo simile è in grado di favorire. Verso mezzanotte
Giacomo dice: “Faccio ancora un paio di foto e torniamo a
valle”. Gino, per non costringere gli amici ad aspettarlo,
decide di mettere via il proprio strumento.
Gli altri stanno smontando i telescopi quando Gino, affacciato
al finestrino, grida: “Intanto io vado avanti, ci vediamo
all’incrocio”, mentre la macchina, a fari spenti, prende
velocità. Il panico si è impossessato dei compagni. La debole
luminosità ha fatto intravedere sul tetto della vettura in
accelerazione il bianco asciugamano sul quale troneggia il tubo
ottico.
Dopo un momento, il finimondo: “Ginooo, Fermaaa, Frenaaa, Ginooo,
Il telescopiooo”.Le luci rosse degli stop della vettura
abbagliano il gruppo, un attimo di silenzio, poi un clangore
assordante fa rabbrividire tutti. Il mattino seguente Gino, con
uno scatolone in mano e un’aria minacciosa, attende l’arrivo
della maga Cassandra, davanti al suo studio. Pochi minuti ed
entrano.
Volano parole grosse, alle minacce di Gino di denunce ed altro,
rispondono altre minacce di sortilegi maligni. Dopo, l’accordo.
Gino esce lasciando lo scatolone all’interno. Questa volta ha
vinto, e per sempre. La settimana dopo Gino entra per l’ultima
volta nello “studio”, ritira il nuovo tubo ottico acquistato da
Cassandra e, con aria soddisfatta, lo mette nel bagagliaio.
Una giornata importante, ha riavuto il proprio strumento e si è
liberato per sempre di una stupida schiavitù. Il Sole colora di
lilla il cielo turchese del tramonto.
Gino è felice, questa sera va ad osservare…
